Registrazione | Login
 
martedì 21 novembre 2017
Storia * Incendio 1999
     
 
   Le foto Riduci
 
 
     
foto
Senza nome 1
Se avete foto di questo disastro ambientale  inviatele a info@montaretto.com le inseriro' nel fotoalbum con indicato il nome di chi le ha scattate.

     
   
 
     
     
 
Montaretto
L'incendio del 25 luglio 1999

da L'Unita' del 25 luglio 1999
Emergenza Incendi
In fiamme Liguria, Sardegna e Umbria

“..L’incendio nella provincia della Spezia si è esteso su due fronti distinti di circa un chilometro ciascuno, nei comuni di Levanto e Bonassola. In questa zona si sono avuti momenti di panico quando sono stati fatti evacuare circa 250 ospiti del campeggio «La Francesca» sia via terra che via mare. Durante l’operazione sono rimasti lievemente contusi tre campeggiatori. Una dozzina di abitazioni sono state interessate, in modo non preoccupante, dal fronte del fuoco. Sul posto sono stati inviati diversi mezzi aerei: un elicottero Nh500 della forestale di Cecina;un elicottero Ab212 della marina militare da Luni; un aereo G222 dell’aeronautica militare da Pisa; una aereo Canadair Cl415 da Ciampino. Dal pomeriggio è intervenuto il potente elicottero di fabbricazione russa Mi-26T capace di trasportare 18mila litri d’acqua ...”

 

da Il Corriere della Sera del 25 luglio 1999

 

Fiamme in Liguria: terrore tra i turisti
Bonassola isolata, bruciano bungalow e auto, residence sgomberato.

dal nostro inviato a Bonassola (La Spezia)

L' unica certezza e' che succedera' ancora: "Perche' sia chiaro che questo disastro non e' colpa della tramontana - dice Stefano Cipriani, caposquadra della Guardia forestale di La Spezia - ma dei piromani". Non e' una lotta contro il vento, e' un rimpiattino con chi da un mese ha deciso che l' estate calda di Bonassola e' cominciata. E continua ad accendere focolai nei boschi sopra il paese alle porte delle Cinque terre, premurandosi di lasciare in giro anche bigliettini, per le strade del centro e sulle spiagge: "Rassegnatevi, ma devo finire il mio compito". Soltanto che ieri ha esagerato: due muri di fiamme con un fronte di sette chilometri ciascuno, tra Levanto e Bonassola, che hanno trasformato un tranquillo sabato d' estate in un giorno da cani, con villaggi e case evacuati, turisti in crisi di panico. Il fuoco ha fatto esplodere due cisterne di Gpl, ha bruciato i tralicci della luce e i ripetitori del telefono: Bonassola e' rimasta isolata per ore...
In provincia di La Spezia comincia tutto alle 12.50: fiamme, su due fronti (la prova che il fuoco sia stato acceso dai piromani, ha sentenziato il prefetto Mario Spanu) di circa un chilometro, nei boschi della Valle Santa tra i comuni di Levanto e Bonassola. "Abbiamo contato sette diversi focolai di incendio - dice Cipriani -. Troppi, non puo' essere un caso. Chi lo ha fatto sapeva che oggi sarebbe ricominciato il vento di tramontana e soprattutto sapeva dove usare l' accendino". E piu' di un sospetto, e' una certezza: perche' nel giro di mezz' ora i sette focolai diventano un muro di fiamme che avanza di centinaia di metri e che il vento porta a lambire le prime case di Bonassola. La situazione peggiore e' al villaggio turistico "La Francesca": le fiamme bruciano alcuni bungalow e cinque automobili, fanno esplodere due cisterne di Gpl, ostruiscono una delle due strade verso il paese. I 250 turisti vengono fatti evacuare in fretta e furia, la meta' "fugge" per mare sulle motonavi della Guardia costiera. Paola Madoni, di Firenze, e' scappata in costume e ciabatte, ha lasciato la' una tenda e due cani: "Non potevamo fare altro, tra il momento in cui abbiamo visto le fiamme sulla collina e quello in cui il fuoco si e' avvicinato saranno passati dieci minuti". Durante i quali l' incendio avanza di almeno 400 metri, bruciando due abitazioni in legno nella frazione di Scernio. I carabinieri corrono a bussare di casa in casa nelle zone di collina, nelle frazioni Serra e San Giorgio: "Scappate, qui siete in pericolo". Dice Silvana Del Ben: "Ci hanno detto di prepararci e di andare via in fretta. Erano spaventati anche loro". La gente in fuga si raduna sulle spiegge, sulle alture di Bonassola ormai ci sono 100 tra uomini della Forestale e vigili del fuoco. Arrivano da La Spezia e Genova: quando la situazione si fa ancora piu' seria, vengono dirottati nel Levante anche equipaggi di Massa Carrara, Lucca, Pistoia. Da terra lavorano 30 autobotti, sopra Bonassola volano due elicotteri AB 412 dei vigili del fuoco di Arezzo e Roma, due aerei G22 della Protezione civile di Pisa. Arriva anche il tanto invocato Canadair, ma solo alle 16.45, a quasi quattro ore dall' inizio dell' incendio. Soprattutto, verso le 18 la tramontana da' un' attimo di tregua. Angelo Bozzo ha il collo sporco di sangue: si e' ferito battendo le sterpaglie per impedire al fuoco di arrivare fino a casa sua. Alle 21, quando arriva il via libera per il rientro, dice: "Il vento continuava a cambiare direzione, girava, e non si capiva da che parte andare. I soccorsi sono arrivati in ritardo, ma poi hanno fatto un gran lavoro". Fiuta l' aria: "Ma se stanotte si rialza la tramontana, sono dolori". Si rialza. A mezzanotte, dalla piazza principale, bagliori rossastri e colonne di fumo sulle colline: non e' ancora finita.
Marco Imarisio

 


Ricerca articoli storici curata da Federico Chiono

Nella foto incendio sulla Rossola




 
 
     
 

25 luglio 1999 Montaretto

Foto di L. Cozzani

Incendio a Bonassola

1999 - Incendio Bonassola

1999 - Incendio Bonassola

1999 - Incendio Bonassola

1999 - Incendio Bonassola


     
 
   Le foto Riduci
 
 
     
     
   
 
     
     
 

 
 
     
     
 
 
 
     
Dichiarazione per la Privacy | Condizioni d'Uso
Home |  Dove |  Foto |  Storia |  Video TV |  Meteo |  Lenticchia |  Vota
Montaretto.com - Federico Chiono - Copyright (c) 2000-2006