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venerdì 21 luglio 2017
Storia * Don Toso
     
 

Medaglia d'oro al merito civile

TOSO don Emanuele

data del conferimento:
13-2-2007

alla memoria

Umile sacerdote di elevate qualità umane e civili, nel corso dell'ultimo conflitto mondiale, si prodigò con eroico coraggio e preclara virtù civica in favore degli sfollati e di tutti coloro che erano in difficoltà, offrendo loro viveri ed alloggio. Arrestato dai nazifascisti, veniva barbaramente fucilato essendosi rifiutato di collaborare alla ricerca e all'individuazione delle forze partigiane. Fulgido esempio di coerenza, di senso di abnegazione e di rigore morale fondato sui più alti valori cristiani e di solidarietà umana. 12 agosto 1944 Lavaggiorosso fraz. di Levanto (SP)

 
 
     
     
 

Nel Borgo di Lavaggiorosso è stata posta questa targa:


1945-
25 APRILE-1969


GLI UOMINI GENEROSI
PUR NELLA DIVERSITÀ
SEMPRE SI
 TROVANO UNITI
NEL VOLERE LA PACE
NEL LOTTARE
LA LIBERTÀ

I COMUNISTI LEVANTESI

 

 

Inciso nel marmo sulla Chiesa di Lavaggiorosso:

QUI INNOCENTE CADEVA

FUCILATO DA RINNEGATI ITALIANI
DON EMANUELE TOSO
PER ANNI DICIOTTO
PARROCO DI LAVAGGIOROSSO
UMILE VITTIMA
NEI PRIMO DOLOROSO ANNIVERSARIO

PARENTI COLLEGHI FEDELI

Q. L. D.
12.8.1944 - 12.8.1945

 

 

Inciso nel marmo nel Cimitero di Lavaggiorosso:


FEDELI E CONFRATELLI

NEL XIII ANNIVERSARIO
DELLA SUA TRAGICA SCOMPARSA
A D. EMANUELE TOSO
PARROCO E BENEFATTORE INSIGNE
CON AFFETTO IMMUTATO E RICONOSCENTE

Q. L. P.
12 VIII 1957

 
 
     
     
 
Piazzale Loreto 10 Agosto 1944

In quei giorni:

10 agosto 1944. All'alba, in piazzale Loreto a Milano, vengono fucilati 15 partigiani. Un eccidio che sarà profetico per Mussolini che così commentò il fatto: "Questo sangue ci si ritorcerà contro". Nemmeno un anno dopo il corpo senza vita del Duce fu appeso nella stessa piazza.

" «Ed era l'alba, poi tutto fu fermola città, il cielo, il fiato del giorno. Rimasero i carnefici soltanto vivi davanti ai morti. Era silenzio l'urlo del mattino, silenzio il cielo ferito: Un silenzio di case, di Milano. Restarono bruttati anche di sole, sporchi di luce e l'uno e l'altro odiosi, gli assassini venduti alla paura» (Alfonso Gatto, 1909-1976)

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All’alba del 12 agosto 1944, tre reparti di SS salirono a Sant’Anna, mentre un quarto chiudeva ogni via di fuga a valle, sopra il paese di Valdicastello. Alle sette il paese era circondato. Quando le SS giunsero a Sant’Anna, accompagnati da fascisti collaborazionisti che fecero da guide, gli uomini del paese si rifugiarono nei boschi per non essere deportati, mentre donne vecchi e bambini, sicuri che nulla sarebbe capitato loro, in quanto civili inermi, restarono nelle loro case. In poco più di tre ore vennero massacrati 560 innocenti, in gran parte bambini, donne e anziani. I nazisti li rastrellarono, li chiusero nelle stalle o nelle cucine delle case, li uccisero con colpi di mitra e bombe a mano, compiendo atti di efferata barbarie. La vittima più giovane, Anna Pardini, aveva solo 20 giorni. Fu trovata, ancora viva ma gravemente ferita, da una sorella miracolosamente superstite tra le braccia della madre ormai morta. Morì pochi giorni dopo nell'ospedale di Valdicastello. Infine il fuoco, a distruggere e cancellare tutto.

 
 
     
     
 

La Fucilazione di
DON EMANUELE TOSO

12 Agosto 1944

 

Il 14 Agosto del 1944 giunge al dr. Renzo Bardellini, ufficiale di stato civile in Levanto il seguente documento:


            Comando Feldpost. 85896, 12 agosto 1944 - XXII, n. 914 di prot.


                 Oggetto: ESECUZIONE SOMMARIA


                    Al Comune di Levanto.

                       Vi comunico che alle ore dieci e trenta del giorno 12 del mese di
                        agosto 1944 – XXII è stato passato per le armi il
                        parroco Don Toso Emanuele fu Domenico di anni 54, iscritto sui
                        ruoli di codesto Comune, perchè il giorno dieci corrente si
                        era portato sulla linea occupata dalle truppe di questo
                        Battaglione per procurarsi notizie su le forze, nella dislocazione
                        dei reparti e sull'armamento. Si restituisce la carta d'identità
                        del prete. 


                                                                              Il Ten. Colonnello Comandante 


                                                                DA POZZO



 
 
     
     
 

10 AGOSTO 1944
In una calda giornata agostana, accompagnato dal vociare delle cicale,
un uomo sta risalendo il sentiero tra Lavaggiorosso e la strada carrozzabile Levanto - La
Baracca, vestito di scuro e di mezza età.
"Buongiorno",

'"Buongiorno Padre, non può proseguire oltre. Ci fornisca i documenti". In un luogo chiamato "il Colletto" alcuni Alpini del Battaglione S.Marco,Divisone Monterosa gli intimano l'alt.

Da alcuni giorni si sono attendati poco distante da li, in località "Le Gronde” vicino ad alcune cave di Marmo Rosso, a circa 1 km a nord-est di Montaretto.
Circola voce che via sia in atto un rastrellamento.

"Sono Don Toso, Emanuele Toso fu Domenico nato nel 1890, Parroco di Lavaggiorosso. Che succede figlioli, è la prima volta che vi vedo in zona, siete della Divisione Monterosa?
A che battaglione appartenete?”
E loro: “Al battaglione S. Marco e voi Padre perchè siete qui?”

Don Toso: “Mi stavo recando alla Baracca per ricevere dei miei parenti che stanno arrivando da Sestri Levante”.

Gli Alpini: “ Non può andare oltre, è in corso un grande rastrellamento contro i banditi.”

E lui: “E siete in molti, ci sono anche i tedeschi?”.

Un ufficiale che ha assistito al dialogare interviene:”Perchè Padre tutte queste domande? Penso ci debba delle spiegazioni, portatelo al comando.”

Fu quindi condotto li sotto al campo del battaglione e poi rinchiuso in un edificio li vicino, una cabina elettrica.
In previsione di alcuni inviti a pranzo per la festa della Madonna della Salute, essendo stata ripulita la facciata della Chiesa, il rettore Don Emanuele Toso aveva chiesto ai parenti di Sestri Levante di portare un po' di viveri. Si avviò quindi per andargli incontro salendo a nord-ovest. In località il Colletto di Sopra viene fermato dagli Alpini della Monterosa.
Era nato a San Bartolomeo della Ginestra, una frazione di Sestri che allora apparteneva alla diocesi della Spezia. Diventato prete nel 1915, dopo vari incarichi era stato nominato parroco di Lavaggiorosso, una popolosa borgata sulle colline di Levanto.

ZONA DEGLI AVVENIMENTI
Postazioni della Monte Rosa


11 AGOSTO 1944
Al mattino vengono rastrellate Lavaggiorosso, Lizza e Groppo. Gli Alpini catturano una decina di uomini: parte ne conducono a una cabina elettrica dove è anche Don Toso, affamato e preoccupato della piega che il suo caso sta prendendo; parte sono interrogati in località "stalle bruciate”, mentre sopra di loro si scorgono della mitragliatrici. Dopo l'interrogatorio tutti vengono rilasciati, eccetto Don Toso.
A lui il Capitano dice: "Mi dispiace, ma lei deve restare".
Alcuni Alpini armati lo prendono in custodia. Un altro Alpino porta la notizia a Lavaggiorosso: "Abbiamo catturato un prete e dobbiamo fucilarlo!”

Alcuni anziani del paese nel pomeriggio scendono in paese, a Levanto,dal Commissario Prefettizio dr. Renzo Bardellini. Da lui apprendono che per Don Toso non c'è più nulla da fare. Viene informato della cosa anche il Vescovo.


12 AGOSTO 1944
La mattina gli Alpini circondano Lavaggiorosso, perquisiscono la Canonica, ordinano agli abitanti del paese di uscire di casa chiudendo le porte.

Don Emanuele Toso è trattenuto da alcuni Alpini sotto l'archivolto vicino al lato ovest della chiesa. Condotto poi nel piazzale a questa antistante, abbraccia in segno di congedo parenti e amici; sale quindi i gradini della chiesa e chiede che, una volta composto il suo corpo nella bara, questa sia posta sul pavimento durante il rito funebre e poi calata in seno alla terra nel
cimitero di Lavaggiorosso.

Mentre il cappellano degli Alpini celebra la Santa Messa, il Tenente Colonnello Pozzo passeggia lungo il lato inferiore del piazzale, avvicinato da alcuni uomini che lo pregano di sospendere l'esecuzione. A questi il Tenente risponde: "Il prete è stato sorpreso in una zona di operazioni, ha rivolto domande di natura militare agli Alpini. Se poi in buona o in
mala fede non so! So che per questi reati è prevista la fucilazione alla schiena". Rivolgendosi ai soldati: "Allontanate i bambini!". All'uscita di Don Toso rivolgendosi ai presenti il Tenente disse: " Chi vuole assistere resti, chi non vuole si allontani." In quel momento Don Toso esprime il desiderio di potersi rivolgere ai suoi parrocchiani, ma gli è negato.

Don Toso ha la barba lunga ed è calmo, forse ormai consapevole e rassegnato alla sua sorte.

Viene accompagnato nel lato orientale del piazzale, dove l'estremità di questo fa angolo con la chiesa.

Un Alpino in quel momento sviene. Ma il plotone fa fuoco. Don Toso cade con le braccia
volte al paese. Poi l'ufficiale spara contro il condannato il colpo di grazia alla testa.

Don Toso poco prima, esortato da un parrocchiano a chiedere la grazia rispose: "Non ho nulla da chiedere e nulla ad dire"

14 AGOSTO 1944
Ai funerali partecipa tutto il paese e i parroci dei paesi vicini. La colpa di Don Toso fu quella di essersi rifiutato di fare i nomi dei partigiani ai monti.

Parroco di Montaretto e Reggimonti era Vincenzo Gianbruno di S. Bartolomeo di Ginestra, lo stesso paese di Don Toso.





 
 
     
     
 
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Medaglia d'oro al valor civile
 
 
     
     
 

La testimonianza di Elio Germano.


Vicino alla miniera, sul Monte Rossola, abitava dal 1939 la famiglia Germano che si era trasferita li da Levanto.

Il fratello di Elio, Bruno era classe 1921 e partì per la guerra nel 1941. Dopo l'8 settembre si unì alla Resistenza.

La sorella di Elio e di Bruno Germano si chiamava Ernesta ed era staffetta partigiana in Val di Vara. Con la scusa di cercare cibo portava notizie ai partigiani. Era fidanzata con Aldo Fiordalisi che era partigiano nella Brigata Cento Croci e in seguito ne diventò la moglie.

"Don Toso fu condotto poco sotto, nel punto dove oggi vi è il bivio per Montaretto (a quel tempo non esisteva la strada verso Montaretto, ma solo quella per la Baracca), dove erano attendati gli Alpini, fu sottoposto a un processo sommario. Il verdetto fu condanna a morte per fucilazione. In quei momenti bastava poco per decidere circa la vita o la morte di una persona. Don Toso allora chiese di essere portato nella sua parrocchia a Lavaggiorosso."

Elio Germano quel giorno dalla sua casa nei pressi della miniera sul Monte Rossola vide dall'alto una lunga colonna di soldati, con il parroco che camminando diceva il rosario e gli altri dietro che gli rispondevano. Una triste colonna di morte. Arrivato a Lavaggiorosso fece testamento e quindi fu preparato per la fucilazione di fronte alla sua chiesa. Uno dei sette alpini del plotone di esecuzione si sentì male. 

“Io conoscevo Don Toso per brava persona: per quanto ne so non si era mai interessato di politica. Sono convintissimo che le domande che aveva fatto agli Alpini non avevano nessuno scopo, erano state fatte cosi' per parlare.”

da "Levanto nella Seconda Guerra Mondiale"-Compagnia dei Librai-Genova-1998

 
 
     
     
 
Paese di Lavaggiorosso
 
 
     
     
   
 
     
     
 

 
 
     
     
 
 
 
     
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