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martedì 21 novembre 2017
Storia * Faber
 

De andre

Comunicato Stampa
Bonassola dedica a Fabrizio De Andrè una rassegna di nove giorni. Mostre, incontri, proiezioni e giornate di studio. Fino al 3 aprile 2005

21 MARZO 2005
Sacro e profano: due degli estremi, solo apparentemente antitetici, della poliforme poetica di Fabrizio Faber De Andrè. Bonassola dedica al cantautore genovese Faber, principe libero rassegna di nove giorni con esposizioni di materiali, giornate di studio e ricordo di amici e collaboratori artistici. Dal 26 marzo al 3 aprile 2005 l'omaggio che questo borgo arroccato sul mare della Liguria si propone di tributare al cantautore genovese per incontrare i suoi tanti mondi: dall'amore all'impegno sociale, dalla metropoli alle identità etniche, e ancora, guerra e pace, dolore e utopia. Si parte sabato 26 marzo alle ore 18.00, con Dori Ghezzi, Don Gallo e Fernanda Pivano.

Sacro e profano, simbolicamente, sono rappresentati anche dai luoghi di Montaretto (Chiesa di San Rocco e Casa del Popolo) nei quali è dislocata la mostra che resterà aperta per tutta la durata della rassegna (orari: 10.00-12.00 e 16.00-22.00): album, lacche, manoscritti, manifesti, premi, foto e strumenti (molti dei quali inediti), raccolti e messi a disposizione da Mariano Brustio, collezionista e studioso di De Andrè, incaricato dall'omonima Fondazione della custodia e della divulgazione del materiale riguardante il cantautore.

Due gli incontri previsti. Il primo, domenica 27 marzo alle 17.30 , s'intitola La poetica di Fabrizio De Andrè: tra sacro e profano insieme a Bruno Bigoni, Mariano Brustio, Pino Casamassima, Vittorio Centanaro, Lella Costa, Paolo Finzi, Reinhold Koll, Mauro Macario, Mauro Pagani, vuol essere un'occasione di approfondimento dei mondi artistici e musicali, delle geografie umane e delle utopie sociali che hanno influenzato, entrandone a far parte, la composita e poliforme poetica di De Andrè.
Il secondo Tra ricordo e racconto, sabato 2 aprile alle 17.30, vuole raccontare e ricordare il laboratorio artistico di Faber, anche nella quotidianità condivisa con musicisti, amici e collaboratori. All'incontro parteciperanno: : Mario Arcari, Michele e Daniela Ascolese, Ellade Bandini, Giorgio Cordini, Cina, Cristiano De Andrè, Luvi De Andrè, Laura De Luca, Vittorio De Scalzi, Mark Harris, Paolo Iafelice, Rosario Iermano, Gilberto Martellieri, Pier Michelatti, Giancarlo Parisi, Giancarlo Pierozzi, Elio Rivagli, Danila Satragno.
Nel corso dell'inziativa sono previste proiezioni del documentario Faber, realizzato da Bruno Bigoni e Romano Giuffrida.


 

Faber, principe libero
dal 26 marzo al 3 aprile 2005

 Dall’alto delle colline che  sorvegliano la costa dopo le Cinque Terre lo spettacolo che si offre ai nostri occhi è incomparabile.
Qui sopra sorge Montaretto che è animata in un modo davvero insolito. Da qualche giorno in questo piccolo borgo arroccato sulle alture di Bonassola sono arrivati in tantissimi per visitare la mostra “Faber, Principe Libero”, allestita tra gli altri dal Comune di Bonassola , dall’associazione “Angeli Ribelli” e della Fondazione De Andrè con  il patrocinio di Provincia della Spezia e della Comunità montana della Riviera. 
All’inaugurazione dell’esposizione-omaggio al cantautore genovese, intorno alla moglie Dori Ghezzi, ai figli Cristiano e Luisa Vittoria, a Fernanda Pivano, a Don Gallo e Piero Milesi, è giunta una folla di ammiratori da ogni parte d’Italia, che ha mandato in tilt la viabilità locale.  “Un grande successo di pubblico che non attendevamo – commenta Luca Cozzani, Assessore comunale al Turismo.

La rassegna è un viaggio tra sacro e profano, simbolicamente rappresentato a Montaretto dalla chiesa di San Rocco e dalla Casa del Popolo, in un luogo antico simile a quello descritto nella “Città vecchia” di De Andrè. Ad affascinare i visitatori l’enorme murale permanente, realizzato durante la rassegna dalla società d’arte “Trasposizioni visive”, dove compaiono protagonisti della vita del borgo come il consigliere Nanni Scarrà (scomparso prematuramente lo scorso anno) e personaggi delle canzoni di De Andrè come “Bocca di Rosa”. E poi manifesti, fotografie e strumenti inediti del musicista poeta, raccolti e messi a disposizione da Mariano Brustio, collezionista e studioso di De Andrè. “Grande interesse hanno suscitato i manoscritti delle canzoni di Fabrizio, con le correzioni e le cancellature originali – spiega Silvia Laise, una delle coordinatrici della rassegna – ma la vera chicca della kermesse è stato il mandolino del cantautore, che si era fatto realizzare artigianalmente e con il quale ha accompagnato tanti suoi successi”. Uno alla volta arrivano i “musicisti” di De Andrè, quelli che hanno collaborato con lui in tanti anni e che hanno contribuito allo spessore particolare delle sue sonorità.

Murales a Montaretto


L’incontro si svolge in un clima per niente triste o retorico. Sono dei compagni di avventura di Faber he si divertono a ricordare aneddoti del loro incontro e della loro collaborazione con Faber. L’immagine affettuosa che ne esce è di un De Andrè pignolissimo nel lavoro.

Mauro Pagani racconta come Faber fosse “ossessionato” dai quadri astrali. Quando lo conobbe, prima di “reclutarlo”, si fece dare tutti i dati della sua nascita e solo dopo aver stilato un quadro astrale preciso si decise a lavorare con lui. Aveva, ovviamente, una predilezione per gli Acquario e a questo “esame” astrologico vennero sottoposti tutti coloro che erano in procinto di suonare con lui.

Oltre al suddetto Pagani ci sono Ellade Bandini, Vittorio De Scalzi, Laura De Luca, Rosario Iermano, Elio Rivagli, Pier Michelatti,e altri ancora oltre al “presentatore” Piero Milesi.  

Ma il clou della giornata si raggiunge alla sera, quando tutti i musicisti con l’aggiunta della giovanissima e sorprendente violinista Zita, improvvisano sul palco una jam-session da brivido che trascina la gente in un entusiasmo incredibile. Risuonano le note di alcune delle più belle canzoni di Faber: quelle di Creuza de ma, cantate da un Mauro Pagani in forma smagliante. Ma tutti quanti sentono la gioia e il divertimento di essere lì e riescono a trasmettere questa loro emozione al pubblico. 

Mancava solo Fabrizio, ma forse no: anche lui era lì, da qualche parte……..

                                                                                                                              Gian Luigi Ago (2005)

musica di pace da [auro].


     
 

Amore che vieni Amore che vai

 

 
 
     
     
 

Creuza de Ma


 

 
 
     
 

Commenti sul Web.

In Fondo a Sinistra:

domenica, 03 aprile 2005
il cielo, il mare

ebbene sì, alla fine ci sono andato. ed è stato splendido vedere i pezzi della scenografia di una delle sue ultime tournée in fila nella via del paesino più piccolo e sperduto che si possa immaginare, ma con un'anima enorme. forse l'ultima casa del popolo rimasta, con prezzi che definire popolari sarebbe poco, una vista che apre gli occhi. i nomi che mi avevano attirato non c'erano, ma quelli che sono venuti valevano almeno altrettanto. e hanno iniziato a parlare con un po' di timidezza, molti non si rivedevano da anni. qualcuno con imbarazzo, qualcun altro con un po' di spocchia, alla fine sembrava di assistere a una vera rimpatriata di vecchi amici, e forse un po' lo erano. ed è stato bello stare lì ad ascoltarli che si perdevano nei "e ti ricordi di quando..." senza seguire nessuna logica.
infine, la sorpresa finale. un concerto vero, con musicisti tra i migliori in italia, che suonano senza aver provato nulla, senza conoscere le parole, sbagliando spesso, ma cantando insieme a non so, forse 500 persone, in una piazza che a. ride, se la chiamo piazza. ma lo è. dolcenera senza parole, con la voce fatta dalla chitarra elettrica, è diventata un pezzo jazz da brivido. anche le vecchie canzoni dei new trolls, trasformate in jam session da ballarci e battere il tempo a non finire. mi sono entusiasmato. con una ragazzina che spero, un giorno non lontano, di rivedere su qualche palco, perché vorrà dire che questa, suonare con questi mostri sacri, sarà stata davvero l'occasione della sua vita, e l'avrà colta.
ho scoperto come nascevano i testi di faber, con i suoi appunti, correzioni, i testi che conosco a memoria che prima erano qualcosa di impercettibilmente diverso. mi sono disctricato nella sua calligrafia orribile, per cercare le differenze tra quello che aveva immaginato e quello che alla fine ha creato.

ed è stato splendido.

vedo gli amici ancora sulla strada
loro non hanno fretta
rubano ancora al sonno l'allegria
all'alba un po' di notte


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